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12
lug

VISITE GUIDATE ALLA BADIA

Abbazia San Benedetto De' Frondigliosi

Via Piagge Novali n. 3

60031 CASTELPLANIO AN

12 - 19 e 26 luglio

alle 18:00 ed alle 18:45

18
lug

46° SAGRA della CRESCIA sul PANARO

18 - 21 Luglio 2019

CASTELPLANIO (AN)

Punto di interesse

Chiesa di San Lorenzo

Realizzata dal 1770 al 1787 su disegno di Mattia Capponi, è probabilmente per propor-zionalità ed eleganza il suo capolavoro. Si tratta di un autentico esempio di architettura neo-classica. L'interno della chiesa, è ritmato da colonne con capitelli corinzi; mentre l'abside è arricchita di rosoni a stucco.

 

Galleria San Lorenzo

Il museo, è situato in un’ala dell’ ex Monastero Camaldolese. Espone una raccolta di opere d'arte del pittore ed incisore Giancarlo Scorcelletti.

Comune

A Castelplanio è stato concesso il titolo di città in virtù di un decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dell’11 luglio 2006 su proposta del Ministro dell’Interno.

Senza voler risalire agli antenati e limitando il campo della ricerca a partire dagli Anni Cinquanta e Sessanta, dal dopoguerra in poi la crescia sul panaro era considerata un alimento povero della cucina del nostro territorio, che si preparava con pochi essenziali ingredienti. Si partiva dalla polenta, e cioè dalla farina di granturco cotta nell’acqua dentro un apposito contenitore (il “callaro”) dove veniva rimestata continuamente a mano con l’ausilio di un arnese da cucina, una sorta di lungo cilindro di legno con tre o quattro sporgenze metalliche sul fondo denominato mestolo.

La crescia veniva confezionata con la polenta avanzata del giorno prima perché, in tempi grami come quelli di cui stiamo parlando, non ci si poteva permettere il lusso di sprecare alcunché e, piuttosto che lasciarla inutilizzata o mangiarla controvoglia, la polenta fredda si riutilizzava mescolandola con un po’ di farina di grano, si impastava nuovamente (stavolta a mano) dando forma alla cosiddetta “cresciola”. Poi si passava al panaro, cioè su una piastra metallica dotata di lungo manico, una specie di padella senza bordi che ancora si può ammirare nelle nostre case di campagna appesa al muro o al caminetto, oggetto di ornamento, non più strumento di lavoro.

Tolta dal fuoco, si guarniva con verdura (bieta, cicoria, erbe di campo…), oppure con prosciutto o salsiccia e si presentava anche in forma di dolce una crescia non più passata per il panaro ma fritta e ricoperta da uno strato di zucchero. Una delizia, non solo per i bambini.

Ed ecco servita la crescia, gustosissima, appetitosa, fumante, bella da vedere e da addentare come né più né meno accade ancora oggi più che altro per sfizio di stagione. Un piatto rustico e poco costoso che doveva soddisfare quasi da solo l’appetito, e in non pochi casi la fame, dopo il duro lavoro nelle campagne dalle prime luci dell’alba al tramonto. Più che sul piatto, però, si mangiava come oggi tenendola con le mani avvolta da un grande foglio da imballo di colore giallo.

Il raggiungimento di un certo benessere generale in epoca di boom economico ha fatto diventare quasi una moda recuperare gli antichi sapori della nostra cucina di un tempo; così sono state create le premesse per la riscoperta della crescia sul panaro e, fatalmente, è scoccata la scintilla - un’idea che si è mostrata davvero lungimirante - di proporre una sagra estiva che data ormai da 40 edizioni, compresa questa del 2013.

Con alcune provvidenziali varianti: non più, dopo un po’ di anni, il faticosissimo mestolo da mulinare a mano per un tempo interminabile, ma un ben più pratico braccio meccanico che agisce automaticamente nel recipiente-impastatrice.

E poi, con un pizzico di fantasia, si è pensato di arricchire la crescia fritta non solo di zucchero ma anche, in alternativa, spalmandola di cioccolata (la comunissima nutella): un prodotto per golosi preferito soprattutto dai giovanissimi.

Castelplanio, confermano molti dei nostri visitatori che ci vengono a trovare dai paesi limitrofi, dalla Vallesina, da tante località della provincia di Ancona e qualche volta anche da fuori, è rimasto uno degli ultimi luoghi delle Marche ad avere mantenuto a un eccellente livello la tradizione della crescia. E così la cittadina in luglio si mobilita per celebrare questo rito collettivo che, per fortuna, continua magicamente a incontrare il favore del pubblico.

E nel 2013, festa speciale per il 40° anniversario della Sagra della crescia sul panaro (1974-2013) a cura della Pro loco Castelplanio con due week end lunghi (12-14 luglio e 19-21 luglio) con al centro dell’attenzione la celebre crescia castelplanese.

Percorso

Itinerario n° 7 - Moie, Maiolati Spontini, Colle Celeste, Boccolina, Vecchio Rotone, Moie.
Partendo da Piazza Kennedy seguire Via Trieste per ca un Km e dopo il terzo stop girare a sx in direzione della Vecchia Fornace, seguire la strada imbrecciata che fiancheggia il laghetto di pesca sportiva fino a giungere alla strada asfaltata; girare a sx e subito dopo girare a sx per strada bianca seguire fino a ritornare al centro abitato; girare a dx e subito dopo a dx fino a giungere alla strada statale 76, girare a sx e subito dopo a dx in direzione Superstrada. Oltrepassare il passaggio a livello e il ponte sul Fiume Esino e, dopo 300 mt, girare a dx, costeggiando il vallato seguire la strada per ca 3 Km e dopo una curva a sx iniziare la lunga e difficoltosa salita che porta a Maiolati Spontini. Dopo il cimitero seguire la strada asfaltata che porta al centro del paese, girare  a sx e in prossimità del Municipio andare diritti per il Viale alberato che porta al Colle Celeste. Dal Colle Celeste ritornare sul Viale alberato girare a dx per la discesa, giunti in prossimità di un incrocio girare a sx e subito dopo ancora a sx per la lunga discesa della Boccolina. Oltrepassato il ponte sull'Esino girare a dx per arrivare al Vecchio Rotone, in prossimità del quale girare a sx fino ad incontrare sulla sx un ponticello, imboccato il quale si continua in direzione del centro abitato, oltrepassare il sottopassaggio ferroviario e seguire la strada fino ad incrociare di nuovo la S.S. 76, girare a sx e ritornare sulla Piazza Kennedy.

Lunghezza  ca  Km 15
Tempo di percorribilità   ca  1 h 30 min.
Percorso  breve ma impegnativo

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