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Punto di interesse
San Marcello : Gli studiosi ammettono l'esistenza della Chiesetta " Monastico Romanica " di San Marcello risalente al secolo XII°. Viene ricordata la prima volta nelle "Rationes" del 1290, venne ricostruita tra il 1400 ed il 1500, sorge tuttora sulla cima del poggio sovrastante il castello e la cinta muraria, fu la prima chiesa parrocchiale di Poggio. Il paesino è definito "Villa" nel 1289: in quella seconda metà del XIII° secolo l'abitato si trovava ancora sulla cima del poggio intorno alla suddetta chiesa di San Marcello . L'affresco a lato risalente al XVI° secolo che decorava la chiesa, risale alla scuola del Beato Angelico o dei Fabrianesi, s'ispira al prototipo del " Crocifisso del Sangue Giusto " .

 
 
Santa Maria del Monte : Dalla pubblicazione delle "Carte di Fonte Avellana" gia dal 1130 si hanno notizie della Chiesa di Santa Maria del Monte nella zona di "Colmontano", che racchiudono in sé la parola "Colle" per definire il Poggio e la parola "Montano" per individuare la Chiesa del Monte. Oggigiorno, Santa Maria del Monte ha soltanto resti del XVI secolo, in quanto i restauri alla casa colonica ed alla Chiesetta stessa, non permettono che la visione di un vecchio muro di quello che era il vecchio "Luogo di Culto" dedicato alla Madonna del Monte gia dal XII secolo. Santa Maria del Monte fa da richiamo per l'Immagine rinascimentale della Madonna collocata su di un baldacchino Rinascimentale che dalla tradizione sembra essere la protettrice delle donne partorienti. Nella Chiesetta inoltre possiamo trovare un'acquasantiera combinata con tre pietre di marmo risalente al settecento.
Comune

Reperti archeologici testimoniano la presenza dell'uomo nel territorio di Poggio San Marcello sin da tempi antichissimi. Negli anni '50, durante la sua permanenza a Poggio San Marcello, Padre Luigi Agostino Grazzi, missionario Saveriano e profondo conoscitore di storia, fece importanti ritrovamenti archeologici come una autentica tomba di guerriero piceno e notevoli reperti (armature, fibule, lame di pugnale, vasellame) che testimoniano la presenza - in questo territorio - di insediamenti umani fin dal 500 a.c.; esistono, inoltre, le prove del perdurare della vita durante l'impero romano ed anche nei primi tre secoli del cristianesimo, come testimoniano alcune tessere paleocristiane rinvenute casualmente nel 1956 durante i lavori di ristrutturazione della rete fognaria all'interno della cinta muraria del castello. Le origini del Castello si devono far risalire al XIII secolo.

Le cronache riferiscono che doveva essere di quel periodo una "villa" sopra il colle, dove esercitava la sua giurisdizione feudale il vescovo di Jesi.Le testimonianze degli insediamenti monacali del 1200-1300 sono tuttora visibili dalla piccola chiesa di San Marcello al Poggio di stile romanico-benedettino nel cui interno è stato rilevato l'affresco di una crocifissione di sicura e provata scuola fabrianese risalente al 1400 (ora restaurato ed esposto nella chiesa parrocchiale) ; la chiesa di Santa Maria del Monte (a qualche chilometro dal centro abitato, lungo la via Gioncare) di cui, dall' archivio vescovile, si ha notizia fin dal 1200 e la Cripta Gotica risalente anch'essa al 1300. Nel 1261 il Castello di Poggio San Marcello è citato come una realtà urbana già consolidata e fortificata. Entra nell'orbita del comune di Jesi dal 1301. La sua soggezione alla potente città della valle è documentata da un importante documento del 1530.

Si tratta della più antica pergamena che attesta la presentazione del tradizionale palio da parte del Castello alla città dominante, in occasione della festa di San Floriano, protettore di Jesi. Nei secoli centrali dell'età moderna, Poggio San Marcello segue le sorti di Jesi, di cui riconosce il dominio diretto anche se la città concede una certa autonomia alle varie comunità del suo Contado, che si concretizza in vere e proprie magistrature cittadine. Di queste, anche a Poggio San Marcello vi è testimonianza nei locali archivi storici.Il Comune viene annoverato nell'ambito dello Stato jesino fino alla caduta dell'"Ancien Regime" nelle Marche, conseguente all'invasione napoleonica di gran parte dei territori che costituivano lo Stato pontificio. Intensissima fu la vita durante i secoli 1600 e 1700, ce lo testimoniano le belle costruzioni all'interno delle mura castellane: il Palazzo Comunale edificato nel 1772 su progetto di Andrea Vici di Rocca Contrada (ora Arcevia) di recente restauro, presenta un soffitto affrescato con belle decorazioni.Nel 1926 viene decisa la sua soppressione come Comune e l'aggregazione a Castelplanio, in qualità di frazione. Questo stato di cose si è mantenuto fino al 1947, quando Poggio San Marcello è stato ricostituito Comune autonomo.

Percorso

Itinerario n° 7 - Moie, Maiolati Spontini, Colle Celeste, Boccolina, Vecchio Rotone, Moie.
Partendo da Piazza Kennedy seguire Via Trieste per ca un Km e dopo il terzo stop girare a sx in direzione della Vecchia Fornace, seguire la strada imbrecciata che fiancheggia il laghetto di pesca sportiva fino a giungere alla strada asfaltata; girare a sx e subito dopo girare a sx per strada bianca seguire fino a ritornare al centro abitato; girare a dx e subito dopo a dx fino a giungere alla strada statale 76, girare a sx e subito dopo a dx in direzione Superstrada. Oltrepassare il passaggio a livello e il ponte sul Fiume Esino e, dopo 300 mt, girare a dx, costeggiando il vallato seguire la strada per ca 3 Km e dopo una curva a sx iniziare la lunga e difficoltosa salita che porta a Maiolati Spontini. Dopo il cimitero seguire la strada asfaltata che porta al centro del paese, girare  a sx e in prossimità del Municipio andare diritti per il Viale alberato che porta al Colle Celeste. Dal Colle Celeste ritornare sul Viale alberato girare a dx per la discesa, giunti in prossimità di un incrocio girare a sx e subito dopo ancora a sx per la lunga discesa della Boccolina. Oltrepassato il ponte sull'Esino girare a dx per arrivare al Vecchio Rotone, in prossimità del quale girare a sx fino ad incontrare sulla sx un ponticello, imboccato il quale si continua in direzione del centro abitato, oltrepassare il sottopassaggio ferroviario e seguire la strada fino ad incrociare di nuovo la S.S. 76, girare a sx e ritornare sulla Piazza Kennedy.

Lunghezza  ca  Km 15
Tempo di percorribilità   ca  1 h 30 min.
Percorso  breve ma impegnativo

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